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Marc Augé aprirà la sesta rassegna «Filosofi lungo l'Oglio», dedicata alla «Felicità», lunedì, 6 giugno, alle 21.15: all'auditorium San Barnaba, in corso Magenta 44, in città, tratterà il tema «La felicità ha un luogo?». La rassegna proseguirà fino al 22 luglio in varie località della provincia. «Per l’uomo d’oggi la solitudine è condivisa» Parla il grande etnologo francese autore di «Straniero a me stesso» «L’antropologo studia le relazioni sociali in gruppi di dimensioni abbastanza piccole per poterci lavorare da solo; la relazione sociale è il suo obiettivo intellettuale, ma si sforza di comprenderla nel suo contesto. Oggi il contesto è sempre mondiale, negli Llanos come nel profondo dell’Amazzonia o del Sahara». Così si descrive Marc Augé, uno degli antropologi francesi più noti in ambito internazionale, esibendo una carta d’identità che riassume la sua attività di studioso guidato da una straordinaria intuitività. Inventore della «scrittura antropologica», della quale ha fatto la sua disciplina, perché per lui scrivere vuol dire «rovesciare l’ordine delle cause e degli effetti», Augé ha viaggiato moltissimo per verificare sul posto la vita dei nostri simili, ma soprattutto per vivere fisicamente e quotidianamente gli altri attraverso «l’immaginazione e il ricordo, in modo sempre più lancinante e ossessivo». Da queste esplorazioni nasce la sua teoria di «non luogo», contrapposta ai luoghi antropologici canonici, a quella modernità fatta di città interconnesse, dove opulenza e miseria convivono affiancate, e la scienza più avanzata sembra non tener conto dell’ignoranza abissale che ancora affligge molti popoli della terra. «Il fatto – dice con reale sofferenza – è che la terra è divisa in classi, il mondo è sempre più individualizzato e benché tutti viaggiamo sulla stessa barca verso lo stesso destino, i più fortunati sembrano ignorare per via della loro condizione privilegiata, che con i nostri comportamenti stiamo deragliando da ogni regola». Questo francese elegante, che appare molto più giovane dei suoi 76 anni, e a tratti, mentre parla, si liscia i morbidi e folti capelli bianchi, ha viaggiato molto in africa e poi in america Latina, trovando in queste culture molti spunti e interessi in comune, sebbene diversi. Autore di saggi che hanno fatto epoca («Nonluoghi», «Disneyland e altri luoghi», «Un etnologo nel metrò», «Che fine ha fatto il futuro»), in cui ha indagato a fondo l’umanità e le sue evoluzioni, per il suo ultimo libro appena arrivato in libreria, «Straniero a me stesso» (Bollati Boringhieri, pp. 176, 16€), in cui si racconta (ma nello stesso tempo avverte: «non è un’autobiografia») «Tutte le sue vite di etnologo», molti l’hanno paragonato a Lèvi-Strauss, antropologo di riferimento internazionale. Augé prende le distanze: «Mi fa piacere, anche se non mi riconosco nella sua scuola. Ma ritengo che molte delle sue intuizioni sono indispensabili per capire i nostri tempi». L’abbiamo incontrato a Pistoia alla manifestazione «I dialoghi sull’uomo», dove ha parlato de «Il corpo e della sua concezione nelle società diverse dalla nostra» (lunedì, 6 giugno, aprirà la rassegna «Filosofi lungo l’Oglio», come annunciamo in questa pagina). «Il corpo parla di se stesso – ha affermato…
Giovedì, 02 Giugno 2011 12:42

Ma la felicità, dove sta?

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La felicità, un concetto da sempre al centro delle riflessioni di filosofi e pensatori d’ogni epoca, sarà anche il tema centrale della sesta edizione della rassegna Filosofi lungo l’Oglio, organizzata dall’omonima associazione con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, dell'assessorato alla cultura della Regione Lombardia, delle Province di Brescia e Cremona nonché del Parco Oglio Nord e del Parco Oglio Sud. Un festival che prende vita grazie alla sinergia tra i molti enti coinvolti, ritrovatisi ieri per presentare alla stampa le iniziative in programma.
Si allunga «il fiume dei filosofi». E, in tempo di crisi – economica, esistenziale – parla di felicità. Dopo le «Stagioni della vita», «Geografia delle passioni», «Vizi e virtù», «Destino» e «Corpo», il tema della sesta edizione del festival «Filosofi lungo l’Oglio» – dai 6 giugno al 22 luglio – è infatti «Felicità»; e gli appuntamenti passano da nove a 12 con l’ingresso di tre nuovi Comuni – Brandico, Castrezzato e Dello – nell’itinerario filosofico e geografico insieme, che è stato presentato ieri a Palazzo Loggia da Francesca Nodari, direttore,scientifico e presidente dell’Associazione culturale Filosofi lungo l’Oglio, con i rappresentanti delle numerose realtà coinvolte: amministrazioni comunali – dieci bresciane, due cremonesi – e fondazioni (Morcelli Repossi, Nymphe, Movimento Bambino), associazioni e sponsor.
Un viaggio itinerante con [grandi «pensatori» italiani e stranieri. Prima serata in San Barnaba con l’antropologo Marc Augé «Non vi è per l’uomo altra ragione del filosofare che essere felice». Le parole di Sant’Agostino apriranno la sesta edizione di «Filosofi lungo l’Oglio», il festival in programma dal 6 giugno al 22 luglio attraverso dodici Comuni delle province di Brescia e Cremona. Dopo «Le stagioni della vita», «Geografia delle passioni», «Vizi e virtù», «Destino» e «Corpo», il tema attorno al quale ruoterà questa edizione è felicità. Si fa presto a dire «felicità», ma ha forse un luogo la felicità o conosce dei confini? E che dire del rapporto tra felicità e tecnica e dell’intimo legame con il bisogno, il desiderio, la verità, la libertà, la temporalità? E ancora, quale differenza passa tra soddisfazione e felicità? Si può essere felici da soli? E cosa fa di una vita un’esistenza compiuta? È felice chi è fortunato o è fortunato chi è felice? Tutti interrogativi per i quali, nei secoli, l’uomo ha cercato di trovare risposte, e che verranno proposte attraverso un viaggio itinerante da Orzinuovi a Orzivecchi, passando per Pompiano, Villachiara, Chiari, Padernello, Soncino, Ostiano con le «new entries» rappresentate dei Comuni di Brandico, Dello e Castrezzato. «Il Festival passa così da nove appuntamenti – spiega il direttore scientifico Francesca Nodali –,snodandosi tra piazze, castelli, sinagoghe, cascine e corti, riportando nelle piazze pubbliche la figura dei “pensatori” che illumineranno con le loro acute riflessioni, su un tema complesso ed arduo, quasi provocatorio in un momento culturale di difficile previsione». Ad inaugurare il festival, lunedì 6 giugno all’Auditorium San Barnaba di piazzetta Michelangeli, sarà il famoso antropologo dei non-luoghi Marc Augé, rappresentante della scuola francese. Un altro grande pensatore francese, Jean-LucNancy, ha dovuto invece dare forfait all’ultimo per motivi di salute: al suo posto, sabato 11 giugno in piazza Vittorio Emanuele II a Orzinuovi ( in caso di pioggia al centro culturale Aldo Moro), ci sarà Roberta De Ponticelli. Sergio Givone parlerà di «Felicità e libertà» giovedì 16 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie di Soncino, mentre Duccio Demetrio chiuderà la parentesi cremonese martedì 21 all’ex cimitero napoleonico di Ostiano (in caso di pioggia al teatro Gonzaga). Il ritorno in terra bresciana, giovedì 23 giugno, sarà affidato ad Armando Massarenti con «6 ore di felicità» a Villa Feltrinelli di Gerolanuova di Pompiano (in caso di pioggia all’auditorium comunale di via Ortaglia). «Vita compiuta» è il titolo della lezione di Massimo Donà, in programma giovedì 30 alla Villa Toninelli di Brandico, mentre a simboleggiare la scuola tedesca, sabato 2 luglio la Fondazione Morcelli Repossi di Chiari ospiterà uno dei massimi filosofi della religione viventi, Bernhard Casper. Si prosegue mercoledì 6 al Castello di Padernello con le «Attese di felicità» di Remo Bodei, mentre domenica 10 l’azienda Le Vittorie di Villachiara porterà sul palco il «padrino» del festival, Salvatore Natoli, con «Le fecondità della virtù». Il maggior studioso italiana di mistica speculativa, Marco Vannini, sarà il protagonista dell’appuntamento in programma mercoledì 13 luglio in piazza…
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