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ORZINU9VI – Il secondo atteso appuntamento della kermesse filosofica lungo l’Oglio previsto per domani sera alle 21.15 presso il nuovo anfiteatro della rocca San Giorgio si terrà al centro culturale Aldo Moro, visto il persistere del maltempo. Ospite d’eccezione della serata è Roberta de Monticelli, ordinario di Filosofia della Persona all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, considerata la maggiore filosofa italiana. «Quasi incamminandoci sulla via di quell’utopia dell’educazione che Marc Augé, nel corso della sua memorabile lectio magistralis, ci ha invitato a perseguire – ha dichiarato il direttore scientifico del Festival, Francesca Nodari – torniamo sulle tracce del grande Vegliardo, il nostro fiume Oglio, facendo tappa nel capoluogo della Bassa Bresciana». La Provincia, 10 giugno 2011
Orzinuovi – La filosofa Roberta De monticelli, sabato sera, alle 21, all'anfiteatro della rocca San Giorgio, per 'Filosofi lungo l'Oglio'. Per una grave indisposizione, il professore Jean-Luc Nancy non potrà tenere la sua lectio magistralis. La kermesse, fedele al suo spirito itinerante, coinvolge dodici Comuni tra le Provincie di Brescia e Cremona. Tra castelli, chiese, piazze, borghi, cascine si alterneranno pensatori di caratura internazionale per declinare il tema della felicità in maniera plurivoca. Ieri mattina, alle 11, il direttore scientifico della manifestazione Francesca Nodari ha presentato ufficialmente la sesta edizione dei 'Filosofi' presso il castello di Padernello. De Monticelli è la maggiore filosofa italiana, ordinario di Filosofia della persona all'università Vita Salute San Raffaele di Milano. Parlerà di felicità e questione morale: 'I momenti di felicità ne abbiamo avuto l'esperienza, ma ci è sfuggito il significato'. In caso di maltempo la serata si svolgerà presso la sala del Centro culturale Aldo Moro. De Monticelli ha studiato alla Scuola Normale e all'università di Pisa, dove si è laureata nel 1976 con una tesi su E. Husserl: dalla Filosofia dell'aritmetica alle ricerche logiche; ha continuato i suoi studi presso le università di Bonn, Zurigo e Oxford, dove è stata allieva di Michael Dummett, logico e filosofo del linguaggio.
Marc Augé: «Assetati di felicità, avventurieri del mondo» Esiste il luogo della felicità? alla domanda è stato chiamato a rispondere Marc Augé che ieri sera a Brescia, in un Auditoriun San Barnaba completamente pieno, ha inaugurato la sesta edizione del festival «Filosofi lungo l'Oglio», che fino al 22 luglio rifletterà sul tema della felicità in 12 luoghi suggestivi della pianura.
Marc Augé aprirà la sesta rassegna «Filosofi lungo l'Oglio», dedicata alla «Felicità», lunedì, 6 giugno, alle 21.15: all'auditorium San Barnaba, in corso Magenta 44, in città, tratterà il tema «La felicità ha un luogo?». La rassegna proseguirà fino al 22 luglio in varie località della provincia. «Per l’uomo d’oggi la solitudine è condivisa» Parla il grande etnologo francese autore di «Straniero a me stesso» «L’antropologo studia le relazioni sociali in gruppi di dimensioni abbastanza piccole per poterci lavorare da solo; la relazione sociale è il suo obiettivo intellettuale, ma si sforza di comprenderla nel suo contesto. Oggi il contesto è sempre mondiale, negli Llanos come nel profondo dell’Amazzonia o del Sahara». Così si descrive Marc Augé, uno degli antropologi francesi più noti in ambito internazionale, esibendo una carta d’identità che riassume la sua attività di studioso guidato da una straordinaria intuitività. Inventore della «scrittura antropologica», della quale ha fatto la sua disciplina, perché per lui scrivere vuol dire «rovesciare l’ordine delle cause e degli effetti», Augé ha viaggiato moltissimo per verificare sul posto la vita dei nostri simili, ma soprattutto per vivere fisicamente e quotidianamente gli altri attraverso «l’immaginazione e il ricordo, in modo sempre più lancinante e ossessivo». Da queste esplorazioni nasce la sua teoria di «non luogo», contrapposta ai luoghi antropologici canonici, a quella modernità fatta di città interconnesse, dove opulenza e miseria convivono affiancate, e la scienza più avanzata sembra non tener conto dell’ignoranza abissale che ancora affligge molti popoli della terra. «Il fatto – dice con reale sofferenza – è che la terra è divisa in classi, il mondo è sempre più individualizzato e benché tutti viaggiamo sulla stessa barca verso lo stesso destino, i più fortunati sembrano ignorare per via della loro condizione privilegiata, che con i nostri comportamenti stiamo deragliando da ogni regola». Questo francese elegante, che appare molto più giovane dei suoi 76 anni, e a tratti, mentre parla, si liscia i morbidi e folti capelli bianchi, ha viaggiato molto in africa e poi in america Latina, trovando in queste culture molti spunti e interessi in comune, sebbene diversi. Autore di saggi che hanno fatto epoca («Nonluoghi», «Disneyland e altri luoghi», «Un etnologo nel metrò», «Che fine ha fatto il futuro»), in cui ha indagato a fondo l’umanità e le sue evoluzioni, per il suo ultimo libro appena arrivato in libreria, «Straniero a me stesso» (Bollati Boringhieri, pp. 176, 16€), in cui si racconta (ma nello stesso tempo avverte: «non è un’autobiografia») «Tutte le sue vite di etnologo», molti l’hanno paragonato a Lèvi-Strauss, antropologo di riferimento internazionale. Augé prende le distanze: «Mi fa piacere, anche se non mi riconosco nella sua scuola. Ma ritengo che molte delle sue intuizioni sono indispensabili per capire i nostri tempi». L’abbiamo incontrato a Pistoia alla manifestazione «I dialoghi sull’uomo», dove ha parlato de «Il corpo e della sua concezione nelle società diverse dalla nostra» (lunedì, 6 giugno, aprirà la rassegna «Filosofi lungo l’Oglio», come annunciamo in questa pagina). «Il corpo parla di se stesso – ha affermato…
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