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Ecco, dovremmo ritornare ai greci, alla loro tragedia, al senso di colpa e alla memoria dei loro archivi individuali e di patria per rientrare, almeno un po’, nella vicenda narrata dalla dott. Francesca Nodari. Storia evocata per dire «basta» alla presunzione degli incubi, per bruciare la vecchia bastarda,come si fa a metà tempo dalla Resurrezione,per giurare che una madre, «intelligente e bella» calcifica un padre falso, violento e pazzo.Francesca parla con se stessa e rivolge all’inferno della tracotanza squilibrata, dove si trova uno dei non impossibili padri-non padri, l’invettiva di Dolores, protagonista e figlia ormai libera e leggera per narrare l’incubo di un tempo troppo lungo per stare incamerato dentro di sé. Le parole giuste vanificano il male, il verbo redime e Dolores, per cultura e vita, scopre le armi della libertà e del riscatto, per sè e la madre, per quell’umanità indisponibile alla rottura del patto genitore-figlio.

Parliamo del libro di Francesca Nodari, «Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto» che viene presentato domani alle 18 alla libreria dell’Università Cattolica (via Trieste 17/a), con la partecipazione di Maria Rita Parsi psicoterapeuta e scrittrice, Paolo Ferliga psicoterapeuta e docente di filosofia, Tonino Zana inviato speciale del Giornale di Brescia. Maria Rita Parsi, amica dell’autrice anche per l’appartenenza alla compagnia umana in cui si riuniscono i Filosofilungol’Oglio,armata pensante di Francesca Nodari, delinea il senso totale del padre e il suo tradimento in una premessa partecipata al libro. «Colei che scrive la lettera al padre, Dolores non solo non ha mai avuto "quel" padre, ma costui non è mai stato padre per lei...Quello che si è manifestato è il rifiuto.

Incomprensibile, irrazionale, segnale di latente follia, in quanto reiettivo di qualcosa che è geneticamente legato a sé,senza possibilità di cancellazione. Il concatenarsi dei pensieri in questa requisitoria che, a Dolores serve per depurarsi del veleno iniettatole da Belzebù e dai suoi rifiuti fa affiorare l’importanza del pensiero come superamento del male con cui gli altri possono colpirci.E questo pensiero si nutre delle preziose riflessioni di grandi pensatori e scrittori.E qui la filosofia è la medicina per sopportare quel rifiuto paterno ». Dolores incontra un padre sulle guance dell’infanzia, schiaffo, non carezza e lo ritrova nella maledizione di un giorno non troppo avanti.

Ecco il padre ricavato da alcune cattiverie verso la figlia: «Buttati sotto un treno », a proibirle di incontrare il viso disteso della nonna nella morte,a bandire ogni possibile contatto. Dolores è il finale di un calvario. Poiché,nelle tragedie della vita,quelle in cui l’immaginazione di un dolore innaturale soccombe fino a essere irriconoscibile o ritenuta dubbiosa dal tribunale morale della comunità, a Dolores si chiede di dimenticare. E lei è d’accordo se solo la cancellazione del male non diviene sconfitta della memoria, ma sua esaltazione fino a collocare nell’oblio castigante e consapevole la barbarie di una follia. Il libro è la condanna in piazza di una violenta irresponsabilità.

Dopo questo,non ci sarà nascondiglio per i padri - pochi? - di Dolores - quante? -. Il libro avvertirà i padri malvagi a dimettersi dalla personalissima gestione di una shoah immutabilmente ad personam, senza pena. Sapranno, questi padri, che i libri raccontano il loro bene e il loro male.Che si alzano le culture dei figli a denunciare le psicosi dei padri e li iscrivono al giudizio. Invitano a pentirsi e a curarsi. Avvertono che la parola rimane a stabilire il senso e il merito della testimonianza. Anche un padre, certo, può scrivere o farsi scrivere per dire la sua. Se un qualsiasi padre ascoltasse un libro del genere e si sentisse tirato dentro, scriva,per Dio.Ci faccia capire cosa gli è accaduto per essere diventato un diavolo del genere.

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L'Associazione culturale Filosofil lungo l'Oglio è lieta di invitare la S. V. alla presentazione del libro di Francesca Nodari: Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (Pagine Editore, Roma) che si terrà lunedì 18 marzo, alle ore 18.00, presso la Libreria dell'Università Cattolica, in via Trieste 17/d a Brescia.

Con l'Autrice, interverranno:
Maria Rita Parsi - psicoterapeuta,scrittrice,Presidente della Fondazione Movimento Bambino;
Paolo Ferliga - pscicoterapeuta, docente di Filosofia e Storia al Liceo Classico Arnaldo di Brescia;
Tonino Zana - inviato speciale del «Giornale di Brescia».

Pubblicato in Comunicati Stampa

Incontriamo Francesca Nodari per un caffè, le chiediamo della sua vita, delle sue scelte, delle sue passioni. Con trasporto ci ha parlato di sè stessa e dei suoi progetti.

Come mai hai scelto proprio la facoltà di filosofia?
«Sono sempre stata molto curiosa, a dir la vertà sapevo dalle medie che avrei intrapreso la strada dello studio della filosofia, che poi è "l'amore della sapienza". Quando ho iniziato a frequentare il liceo classico la mia convinzione si è rafforzata. Il mio è un percorso particolare, tutto in salita e piuttosto nomade: dopo essermi laureata in Filosofia a Parma, ho iniziato la mia collaborazione giornalistica quindi mi sono iscritta alla laurea specialistica in Filosofia e linguaggi della modernità a Trento e, al termine di questo percorso, dopo aver maturato altre esperienze lavorative, ho vinto il dottorato di ricerca a Trieste. Poi il grande incontro con uno dei miei maestri, Bernhard Casper, l'altro è Salvatore Natoli, ricordo con grande commozione gli indimenticabili seminari a Friburgo».

Cosa ne pensi della nuova tendenza della filosofia a confrontarsi con la scienza?
«La scienza scopre cose sempre nuove, il grande ruolo della filosofia è quello di restare vicina alla vita e rispondere alle domande che la scienza lascia inevase. L'etica, la bioetica stanno tornando sempre più d'attualità e la filosofia è chiamata a dare delle risposte: è nella vita che la filosofia entra in gioco perchè dev'essere, come già pensavano gli antichi, una sorta di terapia».

E il festival «Filosofi lungo l'Oglio» com'è nato?
«Anche in questo caso mi diedero della visionaria. Gli incontri di filosofia costituivano inizialmente una sezione della rassegna denominata Odissea, dedicata soprattutto al teatro, ma lo spazio per Filosofi lungo l'Oglio non era abbastanza e percepivo che la gente apprezzava e avrebbe voluto approfondire il campo della filosofia. Nel costituire l'associazione e dunque strutturare, per davvero, il Festival Filosofi lungo l'Oglio, le lezioni magistrali sono passate dalle 5 iniziali alle 15 dell'ultima edizione, in un costante crescendo, facendo leva su un nuovo format: non gli ordinari tre giorni di incontri, ma un arco temporale di oltre 40 giorni. Anche il luogo non è casuale, la scelta cade su una location diversa a ogni tappa, un posto che abbia qualcosa da dire e consenta alla gente del nostro territorio, e non solo, di parteciparvi. Il pubblico, infatti, è trasversale per provenienza geografica, età, formazione».

Essere donna imprenditrice quali sono i pro e i contro?
«Non è facile rispondere a questa domanda, il mio fare imprenditoria viene dalla mia famiglia. Due sono le mie figure di riferimento: mio nonno Francesco, del quale porto orgogliosamente il nome, l'altro modello è mia mamma. Il lato positivo è che sei impegnato in una scommessa con te stesso e con tutto te stesso, ti senti in gioco e la tua vita è tesa alla realizzazione di un progetto, di rischiare e sapere che non è mai finita. Il tempo da dedicare ai progetti nei quali credi fino in fondo non è mai abbastanza. Non ho orari fissi, non ci si ferma mai anche se è importante, come dice Natoli, aversi a cuore. E non esagerare: occorre imparare a divenire signori di sè! Si tratta di fare resistenza morale contro la crisi economica, che è anche esistenziale e etica, non si deve demordere e tirarsi indietro. Essere donna è bellissimo ma non è facile, non è vero che abbiamo raggiunto la parità; siamo lontani anche da una parità presunta. L'emancipazione è una sfida quotidiana, cui ciascuna donna deve contribuire, nel lavoro come negli affetti. I rapporti somigliano sempre più a fast food sentimentali. Senza dimenticare l'emergenza femminicidio in Italia. Paese, il nostro, dove solo nel 1981 il delitto d'onore è stato eliminato come reato. E' vero che tutto gira attorno al corpo delle donne, come direbbe Maria Rita Parsi, siamo tutti figli di madri, ma non si deve cadere nell'errore che un certo femminismo estremizza, non serve andare "contro", e qui la Parsi ha nuovamente ragione, bisogna andare uomini e donne insieme verso un obiettivo comune».

Consiglieresti a un giovane studente di scegliere filosofia?
«Si, senza dubbio. Chi ha fatto filosofia acquisisce un'apertura mentale tale da riuscire a far fronte ai problemi, a trarsi fuori dalle difficoltà; chi fa filosofia non è tuttologo, ma ha la propensione a analizzare la realtà. Cerco di impedire che la filosofia sia considerata qualcosa di elitario, la ragione forte del festival racchiude i bisogni di oggi: il bisogno di dialogo, di confronto, di scambio, di relazioni feconde».

Lasciaci con una citazione tra le tue preferite.
«Essere in ostaggio per l'Altro. Forse soltanto un nome più forte per dire l'amore» dal libro In ostaggio per l'altro di Casper e Levinas. A me sta a cuore il tema dell'altro in questo aforisma c'è tanto del nostro stare al mondo. Serve promuovere le relazioni, ora l'uomo è ridotto a numero e prestazione, non preso e analizzato per ciò che vale e ciò che è: un «io sono» di carne e di sangue, che come diceva Rosenzweig, ha bisogno dell'altro o, il che è lo stesso, prende sul serio il tempo. Idee, queste legate alla corporeità e all'alterità, che ho sviluppato nel mio libro "Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas"».

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Lunedì, 26 Novembre 2012 12:28

Donne Leader, il «poker» 2012

«Le donne devono essere presenti, ma anche visibili perchè le loro capacità siano riconosciute da tutti e perchè possano arrivare sempre più a ricoprire i ruoli che contano». Così Laura Cavagnini, portavoce dell'associazione Ewmd Brescia nel presentare le quattro vincitrici del premio «Donne Leader 2012» l’altra sera in San Barnaba: le imprenditrici Pia Donata Berlucchi e Manuela Bonetti e le filosofe Giulia Felappi, cui è andato il premio primavera, e Francesca Nodari. Donne che avranno il compito di stimolare con le loro storie altre donne, perché non cadano nel vittimismo, ma con tenacia siano protagoniste di un lento, ma profondo cambiamento.

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Giovedì, 22 Novembre 2012 19:24

Ecco le tre «donne leader» del 2012

Donne imprenditrici in prima linea per concretizzare il futuro della propria azienda. Donne che hanno portato a Brescia un valore aggiunto nel campo della cultura. Donne a cui Brescia guarda come una speranza per il futuro. Con queste motivazioni il «Premio donne leader», giunto alla quinta edizione organizzata dalla sezione bresciana dell'associazione European Women's Management Development (Ewmd), sarà assegnato quest'anno a Pia Donata Berlucchi, Manuela Bonetti, Francesca Nodari e Giulia Felappi, quest'ultima per la sezione «Premio Primavera». I nominativi vengono proposti ogni anno dalle socie Ewmd, ma possono essere proposti anche da associazioni, enti o singoli cittadini. La cerimonia di premiazione è in programma venerdì 23 alle 19 all'auditorium San Barnaba di corso Magenta.

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Giovedì, 22 Novembre 2012 00:26

F per filosofia, fiume, Festival

Brescia - Quello che si apre, fin dal primo approccio con la dottoressa Nodari, ideatrice e direttrice scientifica dell'apprezzataFrancesca Nodari rassegna "Filosofi lungo l'Oglio", è l'orizzonte della fattibilità. "Inventarsi un percorso a prevalente valenza intellettuale nel nostro territorio - racconta - ha significato in primo luogo sentirmi dare della sognatrice, se non propriamente dlla visionaria. Bene, mi dissi, io vado avanti". E sogno dopo sogno oggi è in cantiere l'ottava edizione di un Festival che ha ottenuto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica, un riconoscimento che non ha poi bisogno di molti commenti, per la rarità con cui è concesso. Per chi non avesse potuto seguire di persona il felice percorso del Festival (portato della mission dell'omonima associazione culturale) c'è il sito che dà conto, puntualmente, di presenze e contributi offerti anno dopo anno tradizionalmente nei mesi estivi. Ma siccome non basta mai "è in preparazione una sessione invernale - anticipa Nodari - occasione, nel volgere di pochi mesi, dell'ingresso nella nostra rete di nuovi comuni".

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Mercoledì, 21 Novembre 2012 21:04

Un premio per quattro donne «modello»

Pia Donata Berlucchi,imprenditrice nel settore del vino, amministratore delegato dell'azienda di famiglia e prima donna in assoluto a sedere nel consiglio bresciano della Banca d'Italia, Francesca Nodari, filosofa e direttore scientifico del festival «Filosofi lungo l'Oglio»,kermesse culturale locale nota ormai a livello nazionale, e Manuela Bonetti, amministratore delegato di Frabo e vicepresidente del comitato piccola industria di Confindustria Cremona.

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L'Associazione culturale Filosofi lungo l'Oglio è lieta di comunicare che Francesca Nodari, filosofa e Direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l'Oglio è tra le vincitrici del Premio Donne Leader 2012 istituito e promosso dall'Associazione Internazionale EWMD. La cerimonia di proclamazione si terrà venerdì 23 novembre alle ore 19.00 presso l'Auditorium San Barnaba in corso Magenta 44/A a Brescia.

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Convegno a Milano sui valori identitari dell'Europa

Venerdì 9 e martedì 13 novembre 2012 - Sala Alessi Palazzo Marino, Milano

Dedicato agli insegnanti e aperto a tutta la cittadinanza L’Associazione Giardino dei Giusti di Milano, in collaborazione con Gariwo propone due incontri su:

Le virtù dei Giusti e l'identità dell'Europa.

Il convegno vuole partire dagli esempi proposti in questi anni, e onorati con gli alberi al Monte Stella, per riflettere sul senso di memorie legate a una comune identità.

Primo appuntamento in vista delle celebrazioni del 6 marzo, Giornata Europea in Memoria dei Giusti, istituita dal Parlamento di Strasburgo nel maggio scorso rispondendo all’appello di Gariwo.

I relatori saranno:

  • Massimo Cacciari, filosofo, Università Vita e Salute S. Raffaele di Milano
  • Stefano Levi Della Torre, saggista, Politecnico di Milano Sante Maletta, filosofo, Università della Calabria
  • Salvatore Natoli, filosofo, Università di Milano Bicocca Gabriele Nissim, scrittore, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti
  • Francesca Nodari, filosofa, direttore del festival "Filosofi lungo l’Oglio"
  • Francesco Tava, filosofo, Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.

Interverranno, inoltre, il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, l'eurodeputato Gabriele Albertini, primo firmatario per l’istituzione della Giornata Europea dei Giusti, il consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Giorgio Mortara e il console onorario della Repubblica di Armenia Pietro Kuciukian.

Il programma dettagliato nelll'allegato qui sotto. Per iscrizioni, mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonare al n. 02/36707648.

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