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Martedì, 27 Gennaio 2015 01:40

Vecchio e nuovo antisemitismo: indignarsi non basta

Scritto da ufficio stampa Filosofi lungo l'Oglio

«Solo per l’umanità redenta, il passato è citabile in ognuno dei suoi momenti»

W. Benjamin, Tesi di filosofia della storia

Si alza il sipario sulla quarta edizione del Festival Fare memoria. Giovedì 29 gennaio, alle ore 11, presso l’Istituto Superiore Lorenzo Gigli sito in viale Europa 2 a Rovato (Bs) toccherà a David Meghnagi – Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Internazionale in Scienza della Religione presso lo stesso Ateneo nonché ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah nella medesima università – Master della cui collaborazione si pregia questo Festival – aprire la riflessione che sin dal titolo: Vecchio e nuovo antisemitismo – richiama l’oggetto sul quale è chiamato a sostare questo ciclo di incontri. «Per usare il titolo di un celebre volume di Meghnagi – ha dichiarato il direttore scientifico Francesca Nodari – si tratta di ricomporre l’infranto ove per infranto, mai come oggi, si deve intendere non solo quel confine tra chi non c’è più e chi è sopravvissuto, tra l’assenza di milioni di persone di cui non resta che il nome e la “vita offesa” di chi avverte il timore o forse la colpevolezza del salvato, ma anche tra le vecchie e nuove persecuzioni, tra il silenzio di chi ha pagato con la vita il prezzo della libertà, dell’appartenenza a un popolo o dell’adesione ad un credo e, per certi versi, l’indifferenza e la chiacchiera di una società che vede, sente e sa e al contempo registra la sua impotenza. Indignarsi non basta. Occorre fare di più: innanzitutto – e questo è da considerarsi un elemento indispensabile, in particolare, per le nuove generazioni – potersi avvalere di quegli strumenti di riflessione, approfondimento e conoscenza capaci di restituirci la realtà per ciò che è. Solo così il “mai più” che proviene come un imperativo categorico dai Testimoni potrà essere onorato e avere un senso». Dopo la lezione magistrale di David Meghnagi, è previsto l’altrettanto atteso intervento della sorella Miriam Meghnagi, considerata una delle principali interpreti vocali del patrimonio musicale ebraico, avvalendosi di un repertorio che abbraccia l’insieme delle tradizioni ebraiche e mediterranee in varie lingue e dialetti (ebraico, arabo, ladino, judezmo, yiddish, bajitto, ecc.).


CHI È DAVID MEGHNAGI

David Meghnagi è nato a Tripoli nel 1949. Nato da una famiglia ebraica in cui era fortemente coltivato l’amore per la musica e il canto liturgico, è ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Università di Roma Tre, all’interno del quale dirige un progetto di catalogazione della musica concentrazionaria. Professore di Psicologia Clini¬ca, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, è altresì docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Internazionale in Scienza della Religione presso la stesso Ateneo e Membro della Delegazione italiana presso la Task Force for International Cooperation on Holocaust Remembrance and Education. È stato Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato per l’Italia presso la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. È stato consulente del Centro di Cultura Ebraica di Roma. Membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere, tra cui, «Lettera internazionale» (rivista di cultura europea pubblicata in numerose lingue), «Quadrangolo» (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la rassegna mensile «Israel». Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e riviste italiane e straniere. Negli anni settanta e ottanta è stato attivo nello sviluppo di una cultura del dialogo interreligioso e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica liturgica del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni: Il Kibbutz: aspetti socio-psicologici, Barulli, Roma 1974; La sinistra in Israele, Feltrinelli Milano 1980; Freud and Judaism, Karnac Books, London 1993; Tra Vienna e Gerusalemme. Interpretare Freud. Critica e teoria psicanalitica, Marsilio, Venezia 2003; Il padre e la legge. Freud e l’ebraismo, Marsilio, Venezia 2004; Ricomporre l’infranto. L’esperienza dei sopravvissuti alla Shoah, Marsilio, Venezia 2005; Primo Levi. Scrittura e testimonianza, LibriLiberi, Firenze 2006; Le sfide di Israele. Lo Stato ponte tra Occidente e Oriente, Marsilio, Venezia 2010. Ha curato, inoltre, l’edizione italiana delle memorie di Marek Edelman, Memoria e storia dell’insurrezione del ghetto di Varsavia, Città Nuova, Roma 1985; con altri ha curato: La cultura sefardita, in tre volumi, Israel, Roma 1984; Antinomie dell’educazione, Armando, Roma 2004. È stato coautore di numerosi volumi tra cui: Il tempo del transfert, Guerini Associati, Milano 1989; Judentum Ohne Halacha, Ohne Zionismus, Judaica, Zurich 1986; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza la coscienze, Piemme, Milano 2009; Il passato che è in me, a cura di A. Rolli, Editori Belforte, Livorno 2014. David Meghnagi ha, inoltre, partecipato alla sceneggiatura ed è stato tra gli interpreti del fortunato film-documentario Wolf, regia di Claudio Giovannesi proiettato al film festival di Torino 2013 aggiudicandosi il Premio speciale della giuria Italiana.doc.


CHI È MIRIAM MEGHNAGI

Nata a Tripoli da antica famiglia ebraica, Miriam Meghnagi si è laureata in Filosofia all’Università di Roma "La Sapienza", specializzandosi in Psicologia Dinamica e in Etnomusicologia. Svolge ricerca sul patrimonio musicale ebraico ed è considerata una delle principali interpreti vocali di questo stesso patrimonio. Il suo repertorio, continuamente arricchito da ricerche sul campo e da originali elaborazioni e composizioni, abbraccia l’insieme delle tradizioni ebraiche e mediterranee in varie lingue e dialetti (ebraico, arabo, ladino, judezmo, yiddish, bajitto, ecc.). Ha tenuto concerti in prestigiosi teatri in molti paesi d’Europa, in Israele, Giordania, Grecia, Turchia, negli Stati Uniti, in Canada e in America Latina. Ha cantato per la pace nel mondo e tra le religioni in significative manifestazioni, come per il Premier Itzhak Rabin (Roma, 1992); per la VI World Conference on Religion and Peace (Vaticano 1994); per i Presidenti dei Parlamenti dei Paesi Mediterranei e del Parlamento Europeo in occasione del loro incontro in Italia (Palermo,Villa Niscemi 1998); per il Congresso Internazionale "Culture of Peace" (Rodi, Gerusalemme, Eilat, Aqaba 2002); per la II Giornata dell'Interdipendenza (Roma, Campidoglio 2004); e altrove. E' anche autrice di testi poetici in italiano, in arabo e in ebraico. Ha tradotto saggi dall'inglese, dal francese e dal tedesco (Editori Savelli, Città Nuova, Marsilio). È Vice-presidente di FederArteRoma-Movimento Artistico Europeo Interculturale. Ha scritto vari saggi (pubblicati da Bulzoni, Università di Pescara, Garzanti, Nicolodi, Dedalo) e nelle riviste «Praxis», «Quadrangolo», «Gruppo e Funzione Analitica», «Noi Donne», «Marie Claire». Ha registrato e curato programmi per varie emittenti televisive e radiofoniche nazionali e internazionali. Il suo CD Shirat Miriam-Canto Esiliato è il primo CD di canti ebraici pubblicato in Italia (Ed. Fonè 1986). Suo è il Vangelo secondo Matteo (Ed. Libera Informazione, 1997). Suoi sono il testo e la voce di Yonati Tammati, la prima sigla della trasmissione televisiva di cultura ebraica Sorgente di vita (RAI 2). E suo è il CD Dialoghi Mediterranei (2004), miscellanea di canti ebraici, quasi tutti originali, dedicati al Mediterraneo.


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