Giovedì, 03 Marzo 2022 01:52

Con i “Filosofi lungo l’Oglio” si “popolano” i Giardini dei Giusti nel bresciano. Quando la memoria diventa transitiva.

Scritto da Ufficio Stampa

Dal 7 al 9 marzo riprendono vita i Giardini dei Giusti a Brescia, Lograto e Barbariga. Grande commozione per la memoria di Paolo De Benedetti. Trepidante attesa per l’arrivo delle sorelle Bucci. Infinita gratitudine per la presenza di Vito Fiorino.

Brescia, 3 marzo – «Chi salva una vita, salva il mondo intero». Queste parole, iscritte nel Talmud, sono il principio che muove la Fondazione Filosofi lungo l’Oglio, presieduta dalla filosofa Francesca Nodari e direttrice dell’omonimo festival, a onorare l’esempio dei Giusti e a diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza e della solidarietà, grazie all’omaggio a personalità che si sono distinte per la loro condotta esemplare. In una tre giorni densa di appuntamenti consacrati alla X Giornata Europea dei Giusti (6 marzo) – istituita il 10 maggio 2012 dal Parlamento di Strasburgo e divenuta solennità civile nel nostro paese dal 7 dicembre 2017 –, in calendario dal 7 al 9 marzo, rispettivamente nei Giardini di Brescia, Lograto e Barbariga, saranno onorati: Paolo De Benedetti, Oreste Ghidelli, Madre Angela Dusi, Andra e Tatiana Bucci, Settimia Spizzichino e Vito Fiorino. Le celebrazioni sono organizzate con il patrocinio dei comuni coinvolti, l’adesione della Prefettura di Brescia e avvalendosi della stretta collaborazione di Gariwo.

Dall’istituzione del primo Giardino dei Giusti a Brescia nel 2013 (a cui hanno seguito nel 2015 quello a Orzinuovi, nel 2019 a Barbariga), dopo due anni di pausa dovuta alla pandemia, la Fondazione riparte con le cerimonie: per ogni Giusto sarà piantato un albero e un cippo celebrativo dedicato alla presenza dei Giusti in persona o di chi può oggi ricordarli. Alle cerimonie solenni parteciperanno anche classi della scuola primaria e secondaria.

«Questa giornata – afferma Francesca Nodari – ci ricorda come il concetto di giusto sia strettamente connesso all’esercizio fecondo della memoria e dell’educazione alla memoria. Una giornata, dunque, che invita ciascuno di noi a farsi carico di questo imperativo di onorare le figure morali che seppero opporsi ad ogni forma di totalitarismo, di persecuzione e di genocidio mettendo capo ad una resistenza non violenta. Risiede in ciò il valore aggiunto dell’universalizzazione del concetto di giusto che trova la sua forza nel concentrarsi sul come quella persona, quell’individuo che merita di essere tratto dall’oblio per illuminare i nostri giorni ergendolo ad esempio, ha saputo far fronte all’oppressione, alla violenza, al rancore, all’odio, alle minacce. E questo, anche a costo di perdere la propria vita, di prendere su di sé le sofferenze di Altri fino a farsene ostaggio, come se in ciascun giusto risuonasse il monito dei Pirqè Avot: “Dove non ci sono uomini, sfòrzati di essere un uomo”. Parole queste che risuonano oggi con una forza ancora maggiore se si pensa alle condizioni tragiche in cui versa il popolo ucraino e per il quale Papa Franceco ci invita alla preghiera facendo proprie le esortazioni contenute nell’Enciclica Fratelli tutti: “’L’inganno è nel cuore di chi trama il male, la gioia invece è di chi promuove la pace’ (Pr 12,20). Tuttavia, c’è chi cerca soluzioni nella guerra, che spesso «si nutre del pervertimento delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della diversità vista come ostacolo”. La guerra non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti (256)”. Poi prosegue: “non possiamo più pensare alla guerra come soluzione, dato che i rischi probabilmente saranno sempre superiori all’ipotetica utilità che le si attribuisce. Davanti a tale realtà, oggi è molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile ‘guerra giusta’. Mai più la guerra! (258)”».

Si parte da Brescia il 7 marzo al Parco Tarello dove saranno onorati: il compianto biblista Paolo De Benedetti, il deportato antifascista Oreste Ghidelli e Madre Angela Dusi con le Suore Orsoline. Il “viaggio” prosegue l’8 marzo a Lograto con l’istituzione di un nuovo Giardino, e l’intitolazione del cippo alle sorelle Andra e Tatiana Bucci, le più giovani sopravvissute italiane ad Auschwitz, che hanno confermato la loro straordinaria presenza – essa stessa segno di un esercizio senza posa di testimonianza – e chiude il 9 a Barbariga per onorare Settimia Spizzichino, altra instancabile testimone della Shoah e Vito Fiorino, soccorritore di 47 naufraghi nel 2013 a Lampedusa, presente alla commemorazione.

Portare a conoscenza l’esempio di ciò che è umano, delle storie individuali e collettive che nella Storia si sono distinte per dignità e aiuto volto alla solidarietà tra simili, e ricordare nel tempo questi racconti. È questo l’esercizio di memoria che riguarda il bene e il giusto, che mira alla costruzione di un futuro condiviso e pacifico. Questa è la missione delle prossime celebrazioni, che accomuna diversi tempi, contesti e persone, ma tutti volti al fine di salvezza di vite umane: la solidarietà di coloro che, rischiando la propria esistenza, hanno protetto i perseguitati; la testimonianza di ciò che è stato visto e vissuto, e del dolore come della speranza; dei salvataggi attuali e costanti, oggi nelle acque del mare, dei corpi di migranti, costretti alla fuga e in cerca di un mondo migliore.

La prima cerimonia solenne avrà luogo a Brescia alle ore 10.30 presso il Parco Tarello. Saranno proclamati come Giusti i bresciani Oreste Ghidelli e Madre Angela Dusi, con Paolo De Benedetti. Interverranno all’evento: il Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono; l’Assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli; il Vicario episcopale della Diocesi di Brescia, Don Daniele Faita; il Prefetto di Brescia Maria Rosaria Laganà, il Questore di Brescia, Giovanni Signer; Giovanni Menestrina, già docente di greco biblico e filologia biblica; Madre Cecilia Serina dell’ordine delle Orsoline e allieva di Madre Angela Dusi; la pronipote di Oreste Ghidelli, Francesca Fontana e Francesca Nodari, filosofa e presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.

Le storie dei Giusti sono esemplari. Ghidelli fu un deportato politico bresciano (trovò la morte nel campo di Zwickau), che aderì al CLN e riuscì, insieme ai suoi compagni antifascisti, a far scappare lungo il confine svizzero i prigionieri di guerra. Esempio di protezione del popolo ebraico perseguitato è stata anche Suor Angela Dusi, Madre Economa del Convento delle Orsoline di Brescia, che nella primavera 1944, nascose nelle mura ecclesiastiche le quattro sorelline Silbermann, mentre i genitori riuscirono a fuggire oltreconfine. Paolo De Benedetti è stato instancabile protagonista del dialogo ebraico-cristiano, emerito biblista, teologo e autore di innumerevoli opere. A lui sarà dedicata anche una Tavola Rotonda, alle ore 16 nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia, dal titolo “Grazie PDB!”, moderata dal giornalista Massimo Tedeschi, a cui parteciperanno autorevoli studiosi e pensatori amici dell’indimenticabile Rabbi di Asti. Tra gli altri interverranno: il Sindaco di Brescia Emilio Del Bono, S.E. Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia, il biblista e professore di Bibbia e cultura nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale Piero Stefani, il teologo e saggista Brunetto Salvarani, il sociologo e giornalista Maurizio Scordino, la psicanalista e scrittrice Stella Bolaffi, e Francesca Nodari, filosofa e presidente della Fondazione. Nel corso dell’incontro sarà presentato, in prima nazionale, il volume di Paolo De Benedetti, La Memoria di Dio (Mimesis 2020) «ove il genitivo – si legge nell’introduzione commossa di Francesca Nodari – è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell’uomo e dell’uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è preludio di quel dialogo tra il Creatore e la sua creatura».

Martedì 8 marzo, alle ore 10.30, sarà inaugurato il nuovo Giardino dei Giusti a Lograto, in piazza Andrea Lepidi (angolo Via Fratti e Via Moretto) con la cerimonia di proclamazione di giuste delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, testimoni dirette della Shoah. Da Fiume, dove vivevano, furono deportate insieme alla madre nel campo di Auschwitz: qui, scambiate per gemelle, furono tenute da parte insieme ad altri bambini-cavia, perché proprio sui gemelli il dottor Mengele conduceva i suoi feroci esperimenti. Le sorelle Bucci non avevano neanche dieci anni quando riuscirono a tornare in libertà nel gennaio 1945. Oggi, le loro memorie sono raccolte nel libro Il Baule dei Segreti, edito dal gruppo Gedi, in edicola con il quotidiano La Repubblica dallo scorso 27 gennaio. Oltre a loro, alla cerimonia interverranno: il Sindaco di Lograto, Gianandrea Telò; l’Assessore alla cultura del Comune di Lograto, Manuela Savoldini; la storica Anna Foa e la filosofa Francesca Nodari.

La giornata proseguirà, alle ore 15, nella prestigiosa Sala Civica del Comune, dove sarà presentato il libro di Anna Foa e di Francesca Nodari: Donne e Shoah (Mimesis 2021). Modera il giornalista Tonino Zana. Il testo intende indagare il delicato problema della femminilità negata durante la Shoah, dove viene approfondita la messa in discussione e la violazione stessa del corpo femminile.

Mercoledì 9 marzo saranno onorati a Barbariga Settimia Spizzichino e Vito Fiorino. Anche la vita di Settimia Spizzichino è uno dei pochi esempi di salvezza dal campo di Auschwitz-Birkenau. Fu l’unica donna a salvarsi dal rastrellamento operato nel ghetto ebraico di Roma il 16 ottobre 1943: dovette affrontare la “marcia della morte” fino all’altro campo di Bergen-Belsen, dove si nascose tra i cadaveri in attesa della liberazione. Nel corso della sua vita divenne una delle preminenti testimoni e memorie storiche della Shoah nel nostro paese. L’esempio di Vito Fiorino è, in ultimo, il simbolo delle più recenti discriminazioni. Originario di Bari, ma cresciuto a Sesto San Giovanni (Milano), Vito è un falegname e pescatore per passione, trasferitosi da molto tempo a Lampedusa. Qui, il 3 ottobre 2013, è stato soccorritore durante una delle terribili tragedie in mare: fu lui a dare l’allarme alla Capitaneria di porto, riuscendo a salvare 47 migranti, tra cui una donna. Fiorino ha ancora contatti con i migranti che ha soccorso, che oggi lo chiamano “papà”. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della tragedia, i ragazzi eritrei da lui salvati (che vivono nel Nord Europa) tornano per salutarlo e commemorare la ricorrenza insieme a lui. Alla cerimonia in suo onore, alla sua presenza, sarà trasmesso un contributo video di Pietro Bartolo, medico dell’isola di Lampedusa, noto alle cronache di migrazione, oggi europarlamentare a Bruxelles. Nel corso della cerimonia interverranno: il Sindaco di Barbariga, Giacomo Uccelli; il Direttore dell’area pastorale per la mondialità della Diocesi di Brescia, don Roberto Ferranti; il Maggiore Tedros Christian Comitti Berè, Comandante carabinieri Compagnia di Verolanuova; Anna Foa e Francesca Nodari.

Ufficio Stampa Antonio Pirozzi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) 3395238132 con Arianna Monteverdi

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