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Giovedì, 04 Marzo 2021 20:01

IL 6 MARZO LE CELEBRAZIONI PER LA IX GIORNATA EUROPEA DEI GIUSTI. LA FONDAZIONE FILOSOFI LUNGO L’OGLIO LA RICORDA CON GARIWO DANDO PIENA SOLIDARIETA’ A GABRIELE NISSIM PER IL LAVORO CHE SVOLGE DA ANNI

Scritto da Ufficio Stampa

Il 6 marzo si celebrerà la IX Giornata Europea dei Giusti dedicata a quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana, salvando vite e battendosi in favore dei diritti di uomini e donne nel rifiuto strenuo di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.

Celebrare l’esempio dei Giusti per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà, è diventato per la Fondazione Filosofi lungo l’Oglio – che ha operato avvalendosi sempre della stretta collaborazione con Gariwo, un monito che si è tradotto nel 2013 con l’istituzione del Giardino dei Giusti di Brescia, nel 2015 con l’istituzione del Giardino dei Giusti di Orzinuovi e nel 2019 con l’istituzione del Giardino dei Giusti di Barbariga.

Quest’anno, in ottemperanza alle nuove direttive dettate dall’ultimo DCPM in materia di salute pubblica, le celebrazioni della Giornata Europea dei Giusti non avranno luogo a causa dell’emergenza pandemica in atto.

Una giornata, dunque, che invita ciascuno di noi a farsi carico dell’imperativo di onorare le figure morali che seppero opporsi ad ogni forma di totalitarismo, di persecuzione e di genocidio mettendo capo ad una resistenza non violenta. Risiede in ciò il valore aggiunto dell’universalizzazione del concetto di giusto a partire dal modo in cui una persona diventa un esempio di come opporsi all’oppressione, alla violenza, al rancore, all’odio, alle minacce.

Proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata Europea dei Giusti, la Fondazione Filosofi lungo l’Oglio desidera accogliere le parole con le quali la sezione didattica di Gariwo ha diffuso un appello a sostegno del suo Presidente Gabriele Nissim, esposto negli ultimi tempi ad attacchi irricevibili diffusi in rete in cui erano messi all’indice gli ebrei non considerati “buoni” che venivano indicati pubblicamente al mondo ebraico; come è capitato di recente con la figura di Marek Halter, proprio dopo l’attacco antisemita a Parigi.

Di qui l’urgenza da parte della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio, presieduta dalla Prof.ssa Francesca Nodari, di esprimere piena solidarietà sostegno e insieme gratitudine a Gabriele Nissim e ai co-fondatori, Prof.ssa Annamaria Samuelli e al Console onorario d’Armenia, Prof. Pietro Kuciukian per la mirabile e faticosa opera di sensibilizzazione sul tema dei giusti con lo sguardo sempre rivolto alla Memoria del Bene.

La Fondazione Filosofi lungo l’Oglio ha potuto condividere nel corso degli anni una collaborazione feconda e crescente, certa degli ideali che sostanziano Gariwo, la foresta dei giusti, portandola ad essere un vero e proprio faro, non solo a livello nazionale ed europeo, di quei “cercatori di perle” che silenziosamente, nel corso della storia, hanno contribuito a migliorare la nostra comunità umana attraverso l’esempio concreto delle loro esistenze votate alla responsabilità. Nozione oggi forse un po’ abusata e non compresa nella sua intima essenza, e a quella bontà apparentemente insensata di cui parla Vasilij Grossman in Vita e destino.

Nel ribadire la ferma condanna degli attacchi a Gabriele Nissim, la Fondazione Filosofi lungo l’Oglio riporta qui di seguito l’appello in suo sostegno.

“Facciamo parte di Gariwo fino dalle origini e lavoriamo come volontari con piena condivisione degli obiettivi e delle scelte operate. Tanti altri colleghi si sono aggiunti nel tempo.

L’universalizzazione del concetto di giusto non è operazione arbitraria che ha come conseguenza la banalizzazione della Shoah. Nel principio della tradizione biblica “Chi salva una vita salva il mondo intero” è insito il concetto di umanità universale. È un principio che abbiamo fatto nostro con convinzione e rispetto. Consideriamo la tradizione biblica il grande codice della civiltà europea.

Operiamo nella Fondazione Gariwo per diffondere nelle scuole e nella società civile le biografie dei giusti per il valore esemplare che contengono e che consideriamo imprescindibile al fine della prevenzione dei genocidi e del male che sempre si ripresenta nella storia. “Anticipare il bene possibile”, è uno dei principi di fondo elaborati da Nissim a partire dalle storie dei giusti, che portano con sé il valore educativo della assunzione di responsabilità e della libertà di scelta.

Fermarsi al fatto che alcune figure di giusti, in qualche giardino tra i più di cento nati in Italia e nel mondo, non siano state in sintonia con il nostro percorso e condannare in toto Gariwo, segnala una volontà di condanna precostituita. L'opera di Gariwo si ricava dai risultati raggiunti visibili nel sito; si ricava anche dagli effetti a cascata nei giardini che continuano a nascere, nell'accoglienza del tema dei giusti, che diventa ricerca da parte di centinaia di insegnanti e amministrazioni pubbliche e che ci consente anche l'individuazione di “nuovi” giusti, tra questi molti che hanno salvato gli ebrei.

Nasce un senso di amarezza nel leggere che Gariwo, nella persona del suo presidente, opera un tradimento verso la tradizione biblica che ha dato origine al concetto di Giusto e alla realtà dei “Giusti tra le Nazioni” onorati al Giardino di Yad Vashem di Gerusalemme. È questa tradizione che ha alimentato e alimenta il nostro percorso, e i “Giardini dei Giusti dell’Umanità”, discendono in modo diretto dal suo codice etico.

Scegliere di leggere ogni atto di bene dal passato al presente, non solo non mette in discussione l’unicità della Shoah, ma ne mette in luce il valore paradigmatico. Soltanto un “retropensiero”, non facilmente comprensibile, può dubitare della ferma convinzione di Nissim del valore unico e paradigmatico della “catastrofe” di cui è stata vittima anche la sua famiglia.

Ma c’è un’altra tradizione “alta” contenuta nel Talmud, come apprendiamo dal Maestro Haim Baharier che così si è espresso recentemente:

“Il principio ermeneutico della tradizione ebraica talmudica è il principio della pluralità: Le parole del Dio vivente sono le sue parole quando sono plurali. È necessario contemplare la diversità, la pluralità. Oggi in tutti gli ambienti (intendo per ambiente un luogo chiuso), sei accolto se sei “conforme”, se non lo sei diventi “fattore di divisione”. Invece il fattore pluralità è unificante non provvisorio” (cfr. Davide Assael, Uomini e Profeti, “Continuare a ricordare. La memoria della Shoah” 5° puntata, Radio3, 31 gennaio 2021).

Chiediamo di porre fine agli attacchi a Gabriele Nissim, se non altro in nome del valore della pluralità che appartiene all’anima della tradizione ebraica.

Abbiamo cercato di accogliere e discutere il vostro punto di vista. Poiché crediamo nella civiltà del confronto, l’auspicio è che i toni dell’argomentare possano essere rispettosi e gentili e non sempre aspri e sanzionatori”.




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