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Lunedì, 28 Settembre 2020 02:15

Si chiudono gli incontri del mese di settembre del Festival

Scritto da Ufficio Stampa

DALL’ANALISI SU POLITICA E VIVERE SOCIALE DI STEFANO ZAMAGNI ALL’ARCHITETTURA TIMIDA DI MARCO ERMENTINI I DUE INCONTRI DEL 28 E 30 SETTEMBRE DEL FESTIVAL

“FILOSOFI LUNGO L’OGLIO”APRONO A INTERESSANTI RIFLESSIONI SULLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA

Si chiudono gli incontri del mese di settembre del Festival Filosofi lungo l’Oglio con due importanti appuntamenti che sono lo spunto per un’analisi sulla politica e la società contemporanea attuale, passando attraverso le sollecitazioni che arrivano dall’architettura, chiamata a ripensare lo spazio in rapporto all’eredità del passato.

A intervenire, il 28 settembre a Orzinuovi (Bs), ci sarà il celebre economista Stefano Zamagni a partire da una interessante riflessione di natura sociale e politica legata alla società contemporanea. Una società che, come dice Zamagni, cade vittima di una nuova ossessione: l'aporofobia, ovvero la paura del povero, deve essere ripensata. Il riformismo non basta. Di qui le domande: Come impegnarsi? Come capire e, al tempo stesso, come agire?

Da cui il tema del suo intervento: La politica della vita confuta l'etica della vita umana: che fare contro l'aporofobia?

Siamo nel bel mezzo di una trasformazione di portata epocale, come poche ve ne sono state nel passato. La storia ci insegna che quando una società si trova ad affrontare un punto critico nascono paure. La paura, che è un potente aggregatore di consenso politico, è usata in chiave meramente strumentale per raccogliere favore a breve termine e mettere tra parentesi le vere urgenze del nostro presente.

La paura ha, però, bisogno di essere oggettivata in un capro espiatorio: “gli ultimi” della società, ovvero i più indigenti e vulnerabili lasciati in balia del proprio destino. A partire da queste considerazioni, si aprono numerosi scenari sociali e politici in cui la parola chiave di quest’anno, “essere umani”, trova una sua potente declinazione.

Nelle fasi di passaggio d’epoca, come quella attuale, bisogna passare dall’economia politica all’economia civile e capire che anche il modello di welfare va cambiato.

Stefano Zamagni, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, è uno dei maggiori economisti contemporanei, apprezzato in tutto il mondo per i suoi studi in materia di economia sociale. Nel novembre 2013 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali di cui è diventato presidente nel marzo 2019.

In parallelo alle riflessioni di Zamagni su politica e società il 30 settembre, parlerà a Barbariga (Bs),

Marco Ermentini, uno dei grandi protagonisti del Festival Filosofi lungo L’Oglio.

Fondatore della Shy Architecture Association che raggruppa il movimento per “l’architettura timida”, affronterà un tema a lui caro, ovvero l’importanza di Un nuovo contratto con il mondo: abitare timido.

Come dice Ermentini, “Il pensiero timido non è il malato della società, ma il medico”. Nella società del consumo, dell’esibizione e dell’apparenza, non c’è posto per la timidezza. Se il mito della società contemporanea consiste nell’affermazione di sé e nella cultura dell’io, i valori del rispetto dell’altro e della considerazione del diverso non trovano terreno fertile in cui crescere e per questo vanno riaffermati. Allo stesso modo, vedendo la tendenza di un’architettura “gridata” ed esibita a qualunque costo, la novità diventa il tentativo di ricucire un rapporto di continuità con il passato.

Gli architetti timidi concentrano la loro attenzione sullo studio e sulla salvaguardia delle tecniche costruttive del passato, perché il patrimonio architettonico da proteggere è l’effetto di stratificazioni evolute nel tempo e che oggi rappresentano il risultato ultimo della cultura dei secoli. L’intervento del restauro timido, quindi, si realizza nello spazio dell’aggiunta, non della sottrazione. L’architetto deve lasciare ai posteri lo stesso diritto, di cui lui stesso ha goduto, di appropriazione emozionale dell’eredità ricevuta.

Gli architetti timidi, hanno il prezioso compito sociale di mantenere in vita la cultura del passato.

Marco Ermentini ha al suo attivo azioni provocatorie (l’invenzione del miracoloso farmaco Timidina), ironiche (la patente a punti per il restauro) e meravigliosamente sconclusionate. Ha vinto nel 1995 il «Premio Assisi» per il miglior restauro eseguito in Italia, nel 2013 la menzione speciale del «Premio Internazionale Domus restauro» e nel 2019 è tra i vincitori dell’undicesima edizione di «Dedalo Minosse International Prize». Si definisce un pescatore di paradossi nel fiume dei luoghi della vita. Lavora nello studio di architettura fondato dal padre sessant’anni fa, “Ermentini Architetti”, dove si sperimenta un’architettura attenta alle persone e alle cose. È vice presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.

Si ricorda che tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 21,00 e che è necessario iscriversi a ciascun evento attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate sul sito www.filosofilungologlio.it oppure contattando il numero 3287059145. Per ulteriori informazioni si prega di scrivere al seguente indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’ingresso degli incontri è libero fino ad esaurimento posti, secondo le normative anti-Covid e nel rispetto delle regole di distanziamento sociale. Laddove l’evento si terrà all’interno, sarà data al pubblico la possibilità – previa iscrizione online – di partecipare alla conferenza sia in presenza sia in una location attigua in videoconferenza. Si confida nel comportamento responsabile del pubblico invitando, nel caso di impossibilità a prender parte all’evento, a disdire la propria prenotazione consentendo la partecipazione di chi si trova in lista d’attesa. Per chi non potesse raggiungere fisicamente il luogo indicato, sarà possibile seguire il festival direttamente dal sito ufficiale www.filosofilungologlio.it in streaming.

Il Festival Filosofi lungo l’Oglio, diretto dalla filosofa Francesca Nodari, è stato insignito anche quest’anno, dopo sei anni consecutivi, della prestigiosa medaglia del Presidente della Repubblica ed è l’unico Festival di Filosofia ad aver ricevuto per tre bienni consecutivo il marchio europeo Effe Label 2019-2020, progetto sostenuto dalla Commissione Europea e realizzato da EFA, Associazione dei Festival Europei per premiare l’impegno artistico e la capacità di coinvolgere le comunità locali che guardano all’Europa.

Il Festival – promosso dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio – è un soggetto di rilevanza regionale della Regione Lombardia; si avvale dell’Adesione del Prefetto di Brescia e ha ottenuto il Patrocinio delle Province di Brescia e di Bergamo e di tutti gli enti coinvolti. Sponsor: BCC Credito Cooperativo, IME, Consorzio Franciacorta, Fondazione Cogeme.



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