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Anna Foa - Condividere le memorie familiari

Anna Foa - Condividere le memorie familiari

Piazza Aldo Moro
Barbariga (Bs)
(in caso di maltempo l'incontro si terrà presso la Chiesa SS. Vito, Modesto e Crescenzia, Via Roma)

Anna Foa, nata nel 1945, è ebrea per parte di padre, Vittorio Foa, giornalista, scrittore e politico legato a ‘Giustizia e Libertà’, poi al ‘Partito d’Azione’, imprigionato nelle carceri fasciste dal 1935 al 1943, passato al Psi e successivamente a varie sigle di sinistra. Il bisnonno era Rabbino-capo di Torino, ma Vittorio era un ebreo laico. La studiosa, che fin dall’infanzia ha avuto comunque rapporti stretti con l’ebraismo, si è ‘convertita’ formalmente dopo i 40 anni, dopo un lungo periodo di preparazione e di approfondimento dei sacri testi, che è stato accompagnato da Elio Toaff, figura-simbolo dell’ebraismo romano negli ultimi decenni. Già docente di storia moderna presso La Sapienza di Roma, Anna Foa si è occupata tra l’altro di storia della cultura nella prima età moderna, di storia della mentalità, di storia degli ebrei europei, di geografia degli insediamenti ebraici in Italia. Con Anna Bravo è tra le maggiori studiose della condizione femminile nella Shoah: si pensi, soltanto, a Le donne e la Shoah di Giovanna De Angelis Avagliano, 2007, che si avvale della sua introduzione o a un altro testo cruciale sull’argomento: Donne nell'Olocausto, a cura di Dalia Ofer e Lenore J. Witzman, Le Lettere 2001, prefato da Anna Bravo.

Tra le più acute testimoni della realtà ebraica del nostro tempo, Anna Foa è la prima donna ebrea a scrivere per l’Osservatore romano. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Ateismo e magia, Edizioni dell'Ateneo 1980; Giordano Bruno, il Mulino 1998; Ebrei in Europa. Dalla peste nera all’emancipazione XIV-XIX secolo, Laterza 2004; Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento, Laterza 2009; Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti, il Mulino 2011; Andare per ghetti e giudecche, il Mulino 2014. Ha anche ricostruito – si veda Portico d’Ottavia Laterza, 2015 – grazie a testimonianze personali e archivistiche quanto avvenne nel palazzo di Via del Portico d’Ottavia 13, abitato solo da ebrei, che il 16 ottobre 1943 fu vittima della razzia nazista. Il palazzo che sorge a ridosso delle mura del ghetto – ghetto in cui in quel giorno le truppe tedesche iniziarono un rastrellamento che portò 1.023 ebrei romani ad essere deportati ad Auschwitz, da dove a fine guerra, ne tornarono solo 16 – era abitato in quel tempo da un centinaio di persone, di cui ben 34 vennero arrestate quel 16 ottobre, quasi tutte donne e bambini (19 bambini, 13 donne e 2 uomini) di cui nessuno tornò a Roma, mentre nel periodo buio seguito a quella data, con le tante delazioni e con le varie bande di fascisti, ne vennero arrestate altre 14. Il suo ultimo volume è La famiglia F., Laterza 2018.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Lunedì 02 Luglio 2018 | 21:15
Luogo
BARBARIGA - Piazza Aldo Moro
Piazza Aldo Moro, 4, 25030 Barbariga BS, Italia
BARBARIGA - Piazza Aldo Moro
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