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ROBERTO ESPOSITO - Istituire la vita

ROBERTO ESPOSITO - Istituire la vita

Mercoledì 21 Luglio 2021 | 21:00

ERBUSCO - Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore

Nel momento in cui si allenta la stretta della pandemia, che ha causato tante morti, torna l'esigenza di 'istituire la vita' di nuovo. Ma come si rapportano questi due termini – vita e istituzione? E, prima ancora, cosa vuol dire, propriamente, 'istituzione'? Per lungo tempo si sono intese le istituzioni come una sorta di blocco rispetto al movimento della vita, orientato solo alla sua conservazione. Corrispondentemente i movimenti sociali si sono a lungo contrapposti alle istituzioni, non per riformarle, ma per contestarne la stessa presenza. Oggi, dopo l'esperienza drammatica della pandemia, occorre ripensare questa relazione tra istituzioni e movimenti in forma nuova, legando entrambi alla dinamica della vita, intesa nella sua dimensione biologica e politica.

ROBERTO ESPOSITO

Professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Tiene conferenze e lezioni nelle più importanti università europee ed anche in Giappone, Argentina, Cile e America. Per cinque anni è stato l'unico membro italiano del Comitato scientifico del Collège Internationale de Philosophie a Parigi. È tra fondatori del Centro di ricerca sul lessico politico e giuridico europeo, costituito in consorzio tra le Università di Bologna, Firenze, Padova, Salerno, Napoli L'Orientale e Napoli Suor Orsola Benincasa.

Autore di riferimento dell’Italian Theory: un’esperienza teoretica che accumuna anche altri filosofi, tra cui Massimo Cacciari e Giorgio Agamben.
Nelle sue ricerche analizza le categorie politiche classiche del pensiero filosofico di individuo, persona e comunità sottolineando i limiti del politico nell’età contemporanea, in particolare partendo dalla constatazione dell’esaurirsi del lessico della politica e della necessità di una sua nuova formulazione. Il suo lavoro si è concentrato intorno a quattro nuclei tematici: la riflessione sull’impolitico, al concetto di persona ed impersonale e le ricerche sulla biopolitica confluite nella trilogia Communitas, Immunitas, Bios.
È co-editor della rivista «Filosofia Politica» edita da Il Mulino e della collana «Comunità e libertà» per Laterza. Inoltre, è consulente per la filosofia dell'editore Einaudi, per cui ha curato una raccolta di saggi di Leo Strauss Gerusalemme ed Atene (1998) e ha scritto Communitas. Origine e destino della comunità (1998, ristampa 2006), Immunitas. Protezione e negazione della vita (2002), Bíos. Biopolitica e filosofia (2004, ristampa 2006), Terza persona (2007), Pensiero vivente. Origine e attualità della filosofia italiana (2010).
I suoi libri sono tradotti in moltissime in molte lingue europee ed anche in giapponese e coreano, ricordiamo: Categorie dell’impolitico, Il Mulino 1999; Termini della politica. Vol. 1: Comunità, immunità, biopolitica, Mimesis 2008, ristampa 2018; Termini della politica. Vol. 2: Politica e pensiero, Mimesis 2008, ristampa 2018; Dieci pensieri sulla politica, Il Mulino 2011; Dall’impolitico all’impersonale. Conversazioni filosofiche (con M. Saidel, G.V. Arias), Mimesis 2012; L’origine della politica. Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli 2014; Da fuori. Una filosofia per l’Europa, Einaudi 2016; Le persone e le cose, Einaudi 2016; Politica e negazione. Per una filosofia affermativa, Einaudi 2018; Pensiero istituente. Tre paradigmi di ontologia politica, Einaudi 2020; Istituzione, Il Mulino 2021.



Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Mercoledì 21 Luglio 2021 | 21:00
In caso di maltempo Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta via Castello 33, Erbusco (Bs)
Luogo ERBUSCO - Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore

Festival Filosofi lungo l'Oglio

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Province di Brescia, Cremona, Bergamo nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento.

La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman.

Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato dell’adesione del Presidente della Repubblica o attraverso il Suo Alto Patronato o tramite l’assegnazione di premi, si avvale di un Comitato scientifico così costituito: Bernhard Casper, Massimo Donà, Enzo Bianchi, Anna Foa, Francesca Rigotti, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival. Nel corso delle varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Massimo Donà, Adriano Fabris, Franco La Cecla, Chiara Saraceno, Francesca Rigotti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Jean-Luc Nancy, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Elena Pulcini, Stefano Semplici, Eberhard Schockenhoff, Andrea Tagliapietra, Marco Vannini, Luigi Zoja, Giuseppe Girgenti, Vanni Codeluppi, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Francesco Miano, Roberto Mordacci, Domenico De Masi, Carlos Alberto Torres; il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Carlos Diaz, Alessandro Meluzzi, Luce Irigaray, Maria Tilde Bettetini, Luigi Croce, Marino Niola,

Marco Ermentini (che è anche vicepresidente della Fondazione), Giuseppe Greco, Nando Dalla Chiesa, Silvia Vegetti Finzi, Donatella Di Cesare, Giuseppina De Simone, Gabriella Turnaturi, Ilvo Diamanti, Giancarlo Caselli, S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Stefano Zamagni, Leopoldo Sandonà Roberto Burioni, S. E. Mons. Michelle Pennisi, Elisabetta Moro, Haim Baharier, Emanuele Severino, Schild Detlev e tanti altri ancora.

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