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MARCO VANNINI - Libertà e amore nella tradizione della mors mystica

MARCO VANNINI - Libertà e amore nella tradizione della mors mystica

Venerdì 11 Giugno 2021 | 21:00

CASTEGNATO - Villa Rota

Dal Convito di Platone fino alla Fenomenologia dello spirito di Hegel, la tradizione della mors mystica si è conservata, appunto nella mistica. Quella che i medievali chiamavano mors mystica è il distacco dalle proprie passioni, dai propri desideri, dunque dall’ egoità. È la condizione necessaria all’esercizio dell’ intelligenza libera, non a servizio del proprio interesse, qualsiasi esso sia, perché ciò che tiene nella menzogna e nella servitù è soprattutto la volontà egoica. Questa “morte”, questo distacco, è perciò la condizione stessa della filosofia, che, come dice Platone, consiste essenzialmente in un «esercitarsi a morire» (Fedone, 67 e). D’altra parte, essa è frutto dell’ amore per il Bene assoluto, grazie al quale soltanto si può lasciare ogni bene relativo, finito, ed è dunque una morte felice, generatrice di vita più ricca e di più profonda conoscenza.

MARCO VANNINI

Marco Vannini è il maggior studioso italiano di mistica speculativa e traduttore dell’intera opera, latina e tedesca, di Meister Echkart. Dal 2019 dirige la collana «La Lucerna» dell’editore fiorentino Lorenzo de’ Medici Press. Oltre a Meister Eckhart, ha curato anche l’edizione italiana della Teologia mistica di Jean Gerson, Paoline 1992.

Tra le sue opere anche Il Pellegrino cherubico di Angelus Silesius (con G. Fozzer), edizioni Paoline 1989; Lo Specchio delle anime semplici di Margherita Porete (con G. Fozzer e R. Guarnieri), San Paolo 1994; Il Libretto della vita perfetta dell’Anonimo Francofortese, Newton Compton 1994, poi Bompiani 2009; le Prefazioni alla Bibbia di Lutero, Marietti 1997; la Spiegazione delle massime dei santi sulla vita interiore di Fénelon, San Paolo 2002; Sapienza mistica di Daniel Czepko, Morcelliana 2005; I Paradossi di Sebastian Franck, Morcelliana 2009; Conversione e distacco di Valentin Weigel, Morcelliana 2010. Ha diretto la Collana «I Mistici» dell’editore Mondadori, pubblicando una trentina di autori, antichi, medievali, moderni e contemporanei. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Nobiltà, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella 2012; Il santo spirito tra religione e mistica, Morcelliana 2013; Lessico mistico. Le parole della saggezza, Le Lettere 2013; Inchiesta su Maria. La storia vera della fanciulla che divenne mito (con C. Augias), Rizzoli 2014, ristampa 2016; Storia della mistica occidentale, Le Lettere 2015; L’anticristo. Storia e mito, Mondadori 2015; All’ultimo papa. Lettere sull’amore, la grazia e la libertà, Il Saggiatore 2015; Vangelo di Giovanni, Garzanti 2016; Contro Lutero e il falso Evangelo, Lorenzo de’ Medici Press 2017; Indagine sulla vita eterna (con M. Polidoro), Mondadori 2018; Pandemia. Giallo in maschera, Montaonda 2020. Sua è la cura di: Daniel von Czepko, Seicento distici di sapienti, Lorenzo de' Medici Press 2018; Il muro del paradiso (con R. Celada Ballanti), Lorenzo de’ Medici Press 2017; Indagine sulla vita eterna (con M. Polidoro), Mondadori 2018; Mistica, psicologia, teologia, Le Lettere 2019. Ha inoltre curato la traduzione e l’edizione italiana di: Meister Eckhart, Il nulla divino, Lorenzo de' Medici Press 2019; Meister Eckhart, I Sermoni latini, Le Lettere 2019; Meister Eckhart, L’anima e Dio sono una cosa sola, Le Lettere 2020; ed anche di Giovanni Taulero, Le profondità dell'anima, Lorenzo de' Medici Press 2018; di Simone Weil, La rivelazione indiana, Le Lettere 2020.



Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Venerdì 11 Giugno 2021 | 21:00
In caso di maltempo Sala Paolo Borsellino, Centro Civico Nelson Mandela, via Marconi 2, Castegnato (Bs)
Luogo CASTEGNATO - Villa Rota

Festival Filosofi lungo l'Oglio

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Province di Brescia, Cremona, Bergamo nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento.

La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman.

Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato dell’adesione del Presidente della Repubblica o attraverso il Suo Alto Patronato o tramite l’assegnazione di premi, si avvale di un Comitato scientifico così costituito: Bernhard Casper, Massimo Donà, Enzo Bianchi, Anna Foa, Francesca Rigotti, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival. Nel corso delle varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Massimo Donà, Adriano Fabris, Franco La Cecla, Chiara Saraceno, Francesca Rigotti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Jean-Luc Nancy, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Elena Pulcini, Stefano Semplici, Eberhard Schockenhoff, Andrea Tagliapietra, Marco Vannini, Luigi Zoja, Giuseppe Girgenti, Vanni Codeluppi, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Francesco Miano, Roberto Mordacci, Domenico De Masi, Carlos Alberto Torres; il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Carlos Diaz, Alessandro Meluzzi, Luce Irigaray, Maria Tilde Bettetini, Luigi Croce, Marino Niola,

Marco Ermentini (che è anche vicepresidente della Fondazione), Giuseppe Greco, Nando Dalla Chiesa, Silvia Vegetti Finzi, Donatella Di Cesare, Giuseppina De Simone, Gabriella Turnaturi, Ilvo Diamanti, Giancarlo Caselli, S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Stefano Zamagni, Leopoldo Sandonà Roberto Burioni, S. E. Mons. Michelle Pennisi, Elisabetta Moro, Haim Baharier, Emanuele Severino, Schild Detlev e tanti altri ancora.

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