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Gustavo Zagrebelsky
Senza adulti

Gustavo Zagrebelsky<br><small>Senza adulti  </small>

Presidente emerito della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana e professore emerito di Diritto costituzionale presso l’Università di Torino. Ultimati gli studi universitari nel 1966, ha intrapreso la carriera accademica e ha insegnato Diritto costituzionale e Dottrina dello Stato nelle Università degli Studi di Sassari e di Torino. Già socio dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti (sin dalla sua fondazione nel 1985), nel 1995 è stato nominato giudice della Corte Costituzionale dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro prestando giuramento il 13 settembre 1995.

Alla scadenza del mandato nel 2004, è stato nominato giudice e presidente emerito. È socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia nazionale dei Lincei e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze del Cile. È, inoltre, presidente di Biennale Democrazia e presidente onorario dell’Associazione Libertà e Giustizia; è socio fondatore del Gerjc (Gruppo di ricerca internazionale sulla giustizia costituzionale) con sede a Aix en Provence e dottore honoris causa all’Università di Toulon et Vars.
È componente e collaboratore di numerose riviste scientifiche italiane e straniere, tra cui: «Giurisprudenza costituzionale», «Quaderni costituzionali» e «Revista Iberoamericana de Derecho Procesal Constitucional». Illustre opinionista di attualità e politica, ha scritto per alcuni dei più importanti quotidiani italiani, tra cui «La Stampa» e «la Repubblica». Si è occupato dei princìpi del diritto costituzionale, anche attraverso analisi storiche e teoriche dei rapporti tra procedimenti giuridici e forme della democrazia, tra ordine del diritto e questioni di giustizia, tra meccanismi costituzionali e pratica politica. Tra i suoi libri: Imparare democrazia, Einaudi 2007; Contro l’etica della verità, Laterza 2008; Intorno alla legge. Il diritto come dimensione del vivere comune, Einaudi 2009; Scambiarsi la veste. Stato e Chiesa al governo dell’uomo, Laterza 2010; La felicità della democrazia. Un dialogo (con E. Mauro), Laterza 2011; Giuda. Il tradimento fedele (a cura di G. Caramore), Einaudi 2011; Simboli al potere. Politica, fiducia, speranza, Einaudi 2012; Giustizia costituzionale (con V. Marcenò), Il Mulino 2012; Fondata sul lavoro. La solitudine dell’articolo 1, Einaudi 2013; Fondata sulla cultura. Arte, scienza e Costituzione, Einaudi 2014; Contro la dittatura del presente. Perché è necessario un discorso sui fini, Laterza 2014; La maschera democratica dell’oligarchia (con L. Canfora), Laterza 2014; Moscacieca, Laterza 2015; Liberi servi. Il Grande Inquisitore e l’enigma del potere, Einaudi 2015; Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali (con F. Pallante), Laterza 2016; Senza adulti, Einaudi 2016; Il legno storto della giustizia (con G. Colombo), Garzanti 2017; Diritti per forza, Einaudi 2017; Diritto allo specchio, Einaudi 2018; Mai più senza maestri, Il Mulino 2019. Ha curato Il futuro della Costituzione (con P. P. Portinaro e J. Luther), Einaudi 1996.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Martedì 27 Ottobre 2020 | 20:30
Posti 110
Iscritti 110
Disponibili 0
Luogo BERGAMO | Basilica di Santa Maria Maggiore

Festival Filosofi lungo l'Oglio

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Province di Brescia, Cremona, Bergamo nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento.

La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman.

Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato dell’adesione del Presidente della Repubblica o attraverso il Suo Alto Patronato o tramite l’assegnazione di premi, si avvale di un Comitato scientifico così costituito: Bernhard Casper, Massimo Donà, Enzo Bianchi, Anna Foa, Francesca Rigotti, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival. Nel corso delle varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Massimo Donà, Adriano Fabris, Franco La Cecla, Chiara Saraceno, Francesca Rigotti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Jean-Luc Nancy, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Elena Pulcini, Stefano Semplici, Eberhard Schockenhoff, Andrea Tagliapietra, Marco Vannini, Luigi Zoja, Giuseppe Girgenti, Vanni Codeluppi, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Francesco Miano, Roberto Mordacci, Domenico De Masi, Carlos Alberto Torres; il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Carlos Diaz, Alessandro Meluzzi, Luce Irigaray, Maria Tilde Bettetini, Luigi Croce, Marino Niola,

Marco Ermentini (che è anche vicepresidente della Fondazione), Giuseppe Greco, Nando Dalla Chiesa, Silvia Vegetti Finzi, Donatella Di Cesare, Giuseppina De Simone, Gabriella Turnaturi, Ilvo Diamanti, Giancarlo Caselli, S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Stefano Zamagni, Leopoldo Sandonà Roberto Burioni, S. E. Mons. Michelle Pennisi, Elisabetta Moro, Haim Baharier, Emanuele Severino, Schild Detlev e tanti altri ancora.


INFO & CONTATTI

  • Fondazione Filosofi lungo l'Oglio
  • via Vittorie 11 - 25030 Villachiara (BS) ITALIA
  • P.IVA: 03699330985

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