SPECIALE AVVENIRE

FELICITA'
IL NON LUOGO CHE VOGLIAMO RAGGIUNGERE
Domenica 12 febbraio L' Avvenire ha dedicato uno speciale di due pagine alla nostra ultima rassegna estiva del Festival, dedicata alla Felicità.
Nell' area rassegna stampa del nostro puoi trovare i singoli articoli dello speciale.
Clikkando qui puoi visualizzare/scaricare il PDF completo delle due pagine del giornale.
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Né muri, né specchi: l’uomo di fede scelga la via del dialogo
Un vademecum sul dialogo per imparare a comunicare. È questo il senso ultimo dell’agile saggio di Adriano Fabris - ordinario di Filosofia morale, Etica della comunicazione, Filosofia delle religioni all’Università di Pisa - intitolato appunto «La scelta del dialogo.
Ultimo appuntamento per la sesta edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio
Ultimo, atteso appuntamento per la sesta edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, venerdì 22 luglio, ore 21.15, presso Piazzetta Pavoni a Castrezzato (in caso di pioggia Teatro dell’Oratorio Pio XI, in via A. Gatti, 28). A chiudere in bellezza questo Simposio di Pensiero e di Parole sarà Adriano Fabris, ordinario di Filosofia morale all’Università di Pisa, che interverrà con una lectio magistralis dal titolo: La felicità dell’invecchiare (vietato agli under 20!).
Orzinuovi. La direttrice scientifica, Francesca Nodari: grande entusiasmo “Filosofi lungo l'Oglio”, sipario La kermesse si è conclusa con la “lectio magistralis” di Fabris
ORZINUOVI – Si è conclusa, venerdì 22 luglio, a Castrezzato, la lectio magistralis di Adriano Fabris su “La felicità dell'invecchiare” Filosofi lungo l'Oglio. Dodici appuntamenti, durante i quali sono intervenuti i più importanti esponenti del pensiero contemporane, 6.800 spettatori, oltre 55 mila visitatori sul sito: www.filosofilungologlio.it. Sono i numeri che contraddistinguono la seconda felice edizione del Festival.
Il festival filosofico dell'Oglio Si chiude con Adriano Fabris
L'ultimo appuntamento a Castrezzato. L'ordinario di filosofia morale all'università di Pisa parla di felicità e vecchiaia
ORZINUOVI- Stasera, a Castrezzato, alle ore 21.15, l'ultimo appuntamento con la sesta edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, il tour culturale firmato dall'orceana Francesca Nodari che in poco più di un lustro è riuscita ad elevare questa manifestazione filosofica al livello internazionale, incassando l'adesione di migliaia di spettatori.
La «felicità» di invecchiare riscoprendo il senso del tempo
Non è la vecchiaia il problema del festival «Filosofi lungo l’Oglio» che ha chiuso l’altra sera la sesta edizione nella deliziosa piazzetta Pavoni di Castrezzato, con l’assessore alla Cultura Mariapaola Bergomi e il vicesindaco Bruno Ferretti a fare gli onori di casa. La rassegna è nel pieno delle forze, come ha dimostrato il pubblico che ha sempre riempito i luoghi dei 12 incontri, tutti di elevato spessore, dedicati alla felicità. Gli «amici pensanti» salutati dalla direttrice scientifica Francesca Nodari hanno comunque appreso, nell’ultimo appuntamento, che è possibile praticare anche un’arte felice dell’invecchiare. L’ha spiegato Adriano Fabris, docente di filosofia Morale all’Università di Pisa e autore di molti saggi pubblicati da Morcelliana.
Oggi, ha osservato il relatore, viviamo in un tempo paradossale: «Con i progressi della medicina, gli anziani saranno sempre più numerosi. Nello stesso tempo, molti si sforzano di travestirsi da giovani. Nessuno vuole più invecchiare; ma è un’illusione l’idea di poter vivere sempre in una situazione ottimale. Negare il tempo che passa non è rispettoso verso se stessi e gli altri». Il tempo va invece gestito: «Non quello cronologico ma quello interiore, per rendere la vita il luogo in cui è possibile aderire a ciò che autenticamente siamo».
È vero che la vecchiaia è una sorta di «apprendistato al congedo». L’approccio alla vita e alle emozioni è meno immediato: «Si impara a gestire le gioie e i dolori, si diventa consapevoli che non tutte le cose hanno lo stesso valore e che è necessario fare scelte a volte dolorose. Chi invecchia «è più vulnerabile e prudente, conosce l’ambiguità che intreccia in molti casi il bene al male». E rischia che il passato governi la sua vita; monopolizzando il presente e annullando il futuro.
Tale condizione sembrerebbe incompatibile con la felicità. Ma – insegna Fabris – si può invertire la rotta, «recuperare un rapporto più vero col tempo». Comprendendo anzitutto che «lo scorrere del tempo è una dinamica incarnata dal nostro essere». Non bisogna cioè restare incastrati nell’idea dell’immutabilità del proprio carattere o nel dolore di certi periodi: «Facciamo esperienze è ci modifichiamo, viviamo nella prospettiva del tempo come spazio di relazioni. Uno spazio aperto, che solo noi possiamo riempire di senso». Nella società dei consumi, la vita non è qualcosa che «va consumato»: «Predomina l’idea che cose e relazioni sono destinate all’annullamento. Così, gli anziani sono coloro che san “passati dì moda”. Ma noi non siamo soggetti al consumo, questa è un’idea che va rifiutata Bisogna pensare al tempo non come distruttore ma come generatore». Si deve «aderire al tempo che noi siamo, liberarsi delle metafore che impediscono di sprigionare la fècondità dell’invecchiare Aderire a quella dinamica feconda di relazioni che ci caratterizza nel modo più profondo». Il festival si chiude così, giustamente, con la parola più evocata nel corso di questi due mesi di incontri: «eudaimonìa», la felicità secondo i Greci. «La vera felicità non consiste nella ricerca del piacere, che diventa desiderio infinito dell’infinito, Consiste nell’avere un buon “daimon”, quell’elemento proprio di noi stessi al quale dobbiamo aderire per essere felici».
Stasera in piazzetta Pavoni a Castrezzato l’ultimo appuntamento della sesta edizione La «Felicità» dei filosofi conquista il pubblico
Un incontro con Fabris «vietato agli under 20». E per il prossimo anno si allargano gli orizzonti Arrivato all’ultimo appuntamento di una cavalcata iniziata giugno attraverso dodici Comuni delle province di Brescia e Cremona, il festival «Filosofi lungo l’Oglio» chiude la sesta edizione con un successo di pubblico (oltre 6.200 spettatori) che mette una seria ipoteca sulla realizzazione della settima stagione.
Umani schiavi dei robot?
Orzinuovi. “Filosofi lungo l’Oglio” ha fatto tappa domenica in piazza Vittorio Emanuele.
Una conferenza di Adriano Fabris sull’intreccio fra noi e la tecnologia
Fabris, il Filosofo lungo l' Oglio
Il rapporto difficile e complesso, tra uomo e macchina è al centro del nuovo appuntamento del festival «Filosofi lungo l’Oglio», promosso dall’omonima associazione con la direzione scientifica di Francesca Nodari, che ha per tema il corpo.
Adriano Fabris
Allievo di Vittorio Sainati e di Gadamer, Fabris è professore ordinario di Filosofia morale all’Università di Pisa dove insegna anche Filosofia delle religioni ed Etica della comunicazione. È direttore del Master di II livello in “Comunicazione Pubblica e Politica”. A Lugano, Fabris insegna Etica applicata alla Facoltà teologica dove è vicedirettore dell’Istituto di Filosofia applicata.
«Quelle tecnologie creatrici di sogni e di bisogni»
L'interessante intervento di Adriano Fabris domenica sera ad Orzinuovi per «Filosofi lungo l’Oglio».
