SPECIALE AVVENIRE

foto speciale avvenire

FELICITA'

IL NON LUOGO CHE VOGLIAMO RAGGIUNGERE

Domenica 12 febbraio L' Avvenire ha dedicato uno speciale di due pagine alla nostra ultima rassegna estiva del Festival, dedicata alla Felicità.
Nell' area rassegna stampa del nostro puoi trovare i singoli articoli dello speciale.

Clikkando qui puoi visualizzare/scaricare il PDF completo delle due pagine del giornale.

LA TUA PUBBLICITA' QUI
+39 335 6379385

LA TUA PUBBLICITA' QUI
+39 335 6379385

LA TUA PUBBLICITA' QUI
+39 335 6379385

La virtù dell’ascolto nella società che divora e commercia Salvatore Natoli a Villachiara per la presentazione del volume, che raccoglie gli interventi dei «Filosofi lungo l’Oglio»



Un libro che raccoglie le voci di cinque illustri autori che «non danno tregua a chi li legge», con fa loro capacità di penetrare a fondo i temi dell’oggi ed invitare a riflettere sui valori dell’etica. «Vizi e virtù», a cura di Francesca Nodari compendia gli interventi di Maria Rita Parsi, Salvatore Natoli, Roberto Franchini, Benhard Casper e Giuseppe Laras, nell’ambito del ciclo “Filosofi lungo l’Oglio”:uniti in un comune itinerario dall’interrogativo sul significato di “vizio” e di “virtù” in un tempo dominato dal disorientamento e dalla complessità. Il volume, pubblicato dalla Compagnia della stampa Massetti Rodella, è stato presentato l’altra sera a Villagana di Villachiara, con la partecipazione del filosofo Salvatore Natoli, della curatrice Francesca Nodari, di Ilario Bertoletti (direttore di Morcelliana) e dell’editore Eugenio Massetti.
«Viviamo in una società fatta di abilità e non di virtù» - ha esordito Natoli, autore fra gli altri di un noto «Dizionario dei vizi e delle virtù» per Feltrinelli -, che non sempre però è sufficiente, come dimostra quanto accaduto nella finanza internazionale. Nella tradizione filosofica la virtù è capacità di. fare il bene, ma, a partire dalla modernità, questa oggettività diventa difficile poiché il contesto è polivalente e non univoco. Siamo in un mondo fatto di emergenze, contingenze, improbabilità: non sappiamo più cos’è il bene e dobbiamo trovarlo. Una prima misura della virtù è rappresentata quindi dalla conoscenza e dalla saggezza, intese come attitudine a governarsi e a capire come stanno le cose».
Negli interventi raccolti nel volume, i relatori hanno affrontato il problema proposto a partire ciascuno dal proprio punto di vista. La psicologa Maria Rita Parsi ha tracciato la distinzione fra «sentire» ed «ascoltare». Il filosofo della religione Casper si è soffermato sulla condizione dell’uomo «disorientato» e la sua ricerca della vera libertà. Laras, rabbino capo di Milano, ha parlato di due modi di vivere l’esperienza concreta di fede: il «servizio per amore» e il «servizio per il timore». L’analisi del concetto di virtù involge anche il tema della relazione con l’altro. Natoli indica tre forme possibili: il legame dettato dal desiderio, che si trasforma nel «divorare» l’individualità altrui; una forma «più sofisticata e mediamente borghese», consistente nel « commerciare» reciproci favori ed interessi; il «donarsi all’altro», come possibilità di incontro e dimensione alta dell’amore un una chiave di lettura laica del Cristianesimo).
«Nella relazione d’ascolto decisivo è il silenzio - dice Natoli -. Oggi invece ce il dibattito sempre: una voce sull’altra e nessuno si ascolta. Inoltre l’obbedienza, vista non come mero eseguire, ma un prendere totalmente sul serio le parole dell’altro come se fossero un comando. Obbedienza e silenzio sono due virtù che permettono il riconoscimento dell’altro in quanto altro».
Nell’epoca contemporanea non dirado si sono ricreati conflitti di virtù e valori, sfociati in drammi storici. Natoli mette in guardia contro ogni estremizzazione che liberi la potenza - «feconda o distruttiva» - albergante in ciascuno di noi: in fondo, come sosteneva Aristotele, la virtù risiede nel “giusto mezzo” e quel che conta davvero è la dimensione pragmatica dell’operare.
Anita Loriana Ronchi
Scritto da Administrator