SPECIALE AVVENIRE

foto speciale avvenire

FELICITA'

IL NON LUOGO CHE VOGLIAMO RAGGIUNGERE

Domenica 12 febbraio L' Avvenire ha dedicato uno speciale di due pagine alla nostra ultima rassegna estiva del Festival, dedicata alla Felicità.
Nell' area rassegna stampa del nostro puoi trovare i singoli articoli dello speciale.

Clikkando qui puoi visualizzare/scaricare il PDF completo delle due pagine del giornale.

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GRANELLI

Nasce con questa serie di quaderni la collana Granelli: instant-books scelti che anticipano quanto verrà raccolto nei volumi che fanno parte della Collana dei Filosofi lungo l’Oglio, che ha all’attivo tre pubblicazioni: Vizi e virtù (2008), Destino (2009), Corpo (2010). Una scelta, questa, dettata dalla necessità di restituire ai lettori – quasi in tempo reale – le parole ascoltate dai Maestri e poi vergate su questi cahiers tascabili che hanno il valore aggiunto dell’ immediata fruizione.

Appunto
granelli di saggezza

Un nome che rinviene nel suo plurivoco significato etimologico – grano, dal latino, granum/granulum contiene secondo gli studiosi una triplice radice (GAR*, GHAR* e GRI*) – di triturare, spargere e crescere, l’intentum stesso di queste paginette che vogliono favorire la ruminatio che segue ad ogni incontro, masticandone, letteralmente, i brani più significativi. In fondo si tratta, pur sempre, di besoins da saziare. Besoins di ordine superiore. Un passaggio indispensabile per diffondere, dopo averlo fatto proprio, un pensiero che diviene nomade e insieme fecondo nel momento stesso in cui se ne parla con altri, diventando soggetti dialogici che fanno dell’incontro il costante accrescersi di una moltitudine di amici pensanti. Ma, non possiamo certo nascondere, il fatto che questo nome lasci trasparire un chiaro riferimento al nostro territorio, alle nostre origini così legate alla terra, all’acqua, alla natura. Luoghi che conservano il ricordo indelebile delle opere e dei giorni di chi ci ha preceduto. Delle fatiche consumate per poche manciate di chicchi di grano, fatiche che evocano lo scheletrico agricoltore, chino sulla nuda terra, di cui parla magistralmente Baudelaire. Oggi, nell’era in cui i non-lieux sembrano moltiplicarsi e le parole cedere il passo alla banalità della chiacchiera, questi luoghi – spazi in cui il senso acquisisce una densità – diventano essi stessi teatro delle lezioni magistrali degli illustri relatori che si avvicendano, di anno in anno, in questo Festival itinerante che segue idealmente il percorso dell’antico Vegliardo, il fiume Oglio.

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